Camamia



fiaba sonora
di Paola Monasterolo, Valentin Ferré e Michela Sacchetto
con le voci di Caterina Brondello e Marinella Goletto

liberamente ispirata alla testimonianza di Marianna Landra, raccolta nell’ «Anello forte» di Nuto Revelli.
Paraloup Rifugio Resistente – Rittana (CN)

Inaugurazione il 22 ottobre, in occasione del lancio della Scuola dei Giovani Agricoltori.
Camamia è prodotta dalla Fondazione Nuto Revelli e da Kosmoki – Nuovi Mondi Festival Con il sostegno della Compagnia di San Paolo – Torino e le Alpi



“China ad afferrare i fiori, notò una testa di serpe che spuntava e si alzava di dieci palmi da terra, e 'sta testa faceva così e così come un pendolo, smiava istes che 's lamenteisa cula testa, penduliava alta e dritta. Tanto era il desiderio di non andare via da quel bel pezzo blu che la piccola vinse la paura e si avvicinò alla testa.”

da Camamia fiaba per Paraloup di Paola Monasterolo, Valentin Ferré e Michela Sacchetto

Camamia è il titolo dell’opera creata dagli artisti Paola Monasterolo e Valentin Ferré e dalla curatrice Michela Sacchetto per il rifugio resistente Paraloup a Rittana (CN).


Camamia è una bambina di circa 6 anni, protagonista della fiaba scritta dagli artisti e liberamente ispirata alla testimonianza di Marianna Landra, contenuta nell’ «Anello forte» di Nuto Revelli, preziosa raccolta di storie di resistenza di donne di montagna del secondo dopoguerra.
La fiaba attiva una mappatura acustica e immaginativa della zona circostante la borgata Paraoup, dove da anni la Fondazione Nuto Revelli, committente dell’opera, s’impegna a diffondere la conoscenza della storia del luogo ed un ritorno attivo alla vita quotidiana attraverso processi solidali.
Con l’intento di dare eco a quest’azione di trasmissione e proiezione della memoria e accompagnare l’immaginazione di un futuro possibile, la fiaba unisce la magia del racconto all’esplorazione dei confini del territorio di Paraloup. Diffusa nei dintorni della borgata, nella forma di una traccia sonora composta dai due artisti, Camamia invita a lasciarsi andare all’ascolto e alla riscoperta simbolica di un luogo che nei decenni ha accolto esperienze fondanti di vita montana e di resistenza.
La fiaba è letta da Caterina Brondello, nata 87 anni fa a Rittana. Come farebbe una nonna, Caterina fa sognare ai propri nipoti le avventure di una bambina curiosa e coraggiosa. Perché dall’utopia all’attivazione quotidiana e concreta di un territorio, il passo è forse difficile, ma meno lungo di quanto possa sembrare.
Il racconto accompagna il pubblico dal rifugio fino ai punti in cui si “perde campo” e il suono non è più udibile. Da lì iniziano due sentieri, che prendono il nome da personaggi ed elementi della fiaba. Rivalorizzati in occasione dell’installazione dell’opera, i due tracciati invitano i visitatori ad esplorare la montagna sopra il rifugio, a prestarvi attenzione, ad accogliere senza freni, come farebbe un bambino, la meraviglia di un territorio che si trasforma.

L’opera è udibile a richiesta da chi, arrivando al rifugio a piedi, a cavallo o in bicicletta, vuole immaginare il passato, il presente e il futuro fantastico di Paraloup in compagnia di Camamia.
Per accedere all’audio è sufficiente avere con sé un paio di auricolari e richiedere ai gestori del rifugio l’attivazione della traccia.